Educazione ambientale nelle scuole: come proporla in modo efficace

L’educazione ambientale è una risorsa fondamentale per le scuole, ma spesso viene relegata a progetti occasionali o attività sporadiche, senza una reale integrazione nel percorso didattico.

Succede perché non si conosce bene questo ambito: essendo una “materia” molto recente, è normale che non sia compresa appieno.

Quindi, diciamo che ci sta che sia così.

Con questo articolo voglio però sfatare questo mito dell’educazione ambientale come gita scolastica, come attività tappa-buchi e come educazione civica.

A sto punto i falsi sono miti sono 3 🙂

Insomma, se sei un insegnante che vorrebbe investire sull’educazione ambientale nel prossimo anno scolastico o un educatore ambientale/esperto che vuole proporsi alle scuole,

sei nel posto giusto:

farò in modo di farti capire la mia visione a riguardo e magari a far cambiare idea a qualcuno che la vede solo come una gita scolastica.

Buona lettura!

Perché portare la natura nelle scuole?

Prima di parlare di efficacia, dobbiamo capire perché portarla nelle scuole.

L’ambiente naturale è il contesto ideale per stimolare curiosità, creatività e senso critico nei bambini e nei ragazzi.

Questo però non lo dico io, ti basta cercare qualche studio scientifico e scorrere tra i più esemplari pedagogisti della storia. Rousseau, Dewey, Montessori… giusto per citarne qualcuno che di sicuro conosci!

Per di più, noi come esseri umani SIAMO natura e la natura è l’ambiente che ci dà più benessere di tutti. Anche questa affermazione non la dico io, ma altrettanti studi scientifici e autori noti, dai biologici ai medici agli psicologi ambientali e tanti altri. Alcuni nomi? Wilson, Ulrich, Louv…

Anche qui hai l’imbarazzo della scelta.

L’apprendimento all’aperto, infatti:

✅ Migliora la concentrazione e il benessere psicofisico.

✅ Stimola la cooperazione e il problem solving.

✅ Rende più efficace la memorizzazione di concetti scientifici.

✅ Permette di sviluppare un rapporto empatico con la natura.

La conoscenza del territorio locale lo fa sentire più vicino a noi e questo causa amore ed empatia nei suoi confronti.

Conoscere per proteggere… e sì, questa volta lo dico io 🙂

La domanda lecita che arriva ora è:

ma come possiamo portare questi benefici nel mondo scolastico in modo efficace?

La natura in classe o la classe in natura?

Un altro dilemma che ci poniamo da anni è questo:

se voglio ottenere gli stessi parametri di benessere e apprendimento per i miei bambini e studenti che dà l’ambiente naturale, come faccio nella pratica?

Porto la natura dentro?

O porto la classe all’aperto?

C’è chi ha risposto che occorre portare la natura in classe e ci ha provato,

qualcun altro invece sceglie di far trascorrere del tempo fuori durante le ore scolastiche.

A parer mio, si possono fare entrambe le cose ed è giusto farle… l’importante non è solo il COSA viene proposto, ma soprattutto COME viene fatto.

Educare in natura e con la natura è un regalo che fai a te, al tuo benessere e a quello del Pianeta

Benedetta Sala, @duepassiinnatura Tweet

Come porto la natura in classe?

Il “come” è importante perché se non si sta attenti si rischia di usare la natura solo come strumento per ottenere un fine, cioè l’apprendimento, ponendo i bambini, i ragazzi, ma anche noi adulti, su un piedistallo.

Mettendoci in ottica di educazione ambientale, quella vera, siamo invece in grado di porre l’apprendimento, il benessere umano e l’ambiente sullo stesso piano, in un’armonia praticamente simbiotica. Ognuno dipende dall’altro e sta bene nel farlo.

Ti faccio subito degli esempi di come non dovresti portare la natura in classe, così si capisce meglio:

  • Allestire con una o due piante l’aula e farle gestire dal collaboratore scolastico o dall’insegnante;
  • Limitare il contatto con la natura all’allestimento di un orto scolastico, che poi tanto non è utilizzabile per le regole di igiene…
  • Portare elementi naturali come foglie, rami, semi… per creare dei lavoretti

Sono attività che potrebbero anche andare bene, se inserire in un progetto più ampio.

Come trasformo queste attività in ottica di educazione ambientale?

Trasformale così:

  • Ogni bambino ha la sua piantina da curare, conoscere e gestire, tutti i giorni (ho creato un progetto scolastico per la Scuola Primaria fatto di 10 incontri che si basa proprio su questo, se ti interessa scrivimi)
  • Oltre alle piante in aula, allestisci insieme ai bambini l’orto scolastico, dall’inizio alla fine insieme a loro. Ritagliate una o due ore settimanali per questa attività, realizzando un orto scolastico e un orto didattico (sono due cose diverse);
  • Allestisci insieme ai tuoi alunni un angolo della classe dedicato alla natura di quella stagione; allestite una bacheca di tesori naturali, fai in modo che siano loro a prendersi cura di tutto questo con ordine e amore; se proprio vuoi realizzare dei manufatti, fai in modo che siano la conclusione di un percorso di studi di quegli elementi naturali e che abbiano un’utilità (ad esempio un erbario, un taccuino da naturalista, semi e biodiversità…).

Vedi come cambia tutto?

Chiediti sempre: ci sto ponendo su un piedistallo o siamo al pari dell’ambiente? Sto creando utilità o è un’attività solo per dar loro qualcosa da portare a casa?

Sono domande che ti fanno riflettere e ti fanno evolvere come insegnante.

La classe in natura

Questo è un altro grande capitolo, magari scrivo un altro articolo completo su questo.

Dimmi se ti può interessare.

Premesso che non sempre sia hanno le condizioni, le risorse, le possibilità – le libertà, e questo è assurdo – di farlo,

portare la classe fuori è un’attività necessaria.

Necessaria, ma… difficile, fuori dalla zona di comfort di molti perché ci mette in discussione, faticoso, richiede pensiero, studio, progettazione, soprattutto in ottica inclusiva.

Eppure, ripeto, è necessaria.

Portare la classe in natura non significa:

  • fare lezione nel giardino della scuola
  • portarli fuori solo per correre e giocare

…e al tempo stesso non significa neanche

  • limitare il benessere legato alla natura come gita scolastica sporadica
  • pretendere” i risultati più soddisfacenti da una singola attività fuori con un esperto che non conosce la classe (naturalista, forestale, gae…)
  • segnare nel programma extrascolastico delle attività l’ora di educazione civica trascorsa a pulire i rifiuti del giardino come attività di educazione ambientale

scusa il tono di queste ultime 2 frasi, ma ti giuro che succede più spesso di quanto puoi immaginare.

Organizzare le attività all’aperto

Piuttosto, prova così.

Prima di tutto, se sei un’insegnante, cerca di capire se tutti i tuoi colleghi – o almeno la maggioranza – sono d’accordo e se anche il dirigente e il sistema scolastico approva questa iniziativa.

Immaginiamo, nella migliore delle ipotesi – molto rara, lo so, ma siamo ottimisti altrimenti non ne usciamo, letteralmente, più – che questi due aspetti siano a tuo favore.

Supponiamo anche vi siate formati in Outdoor Education e che il prof. di Scienze sia un naturalista a tutti gli effetti.

Bene, siete pronti!

  • Costruisci un’abitudine settimanale di far diventare il giardino l’argomento di studio. Che sia per fare matematica, storia, geografia, arte… non è un problema, perché con la natura puoi fare tutte le materie del mondo. Giuro!
  • Parti dall’esperienza diretta, crea ragionamento, ipotesi, metodo scientifico, e infine arriva all’insegnamento che vuoi dare;
  • Con la collaborazione dei colleghi, organizzate più uscite durante l’anno fuori dall’edificio scolastico. Scegliete un tema e approfonditelo con le uscite in natura. Ripeto, più uscite, collegate fra loro, anche qui si parte dal semplice e si arriva alla conclusione dell’insegnamento. Insegnamento: lasciare un segno.
  • Collaborare con esperti del territorio. Non il nonno, non l’appassionato, non l’hobbista, non il volontario di famiglia. E sì, più sono esperti più giustamente si fanno pagare e hanno un alto valore, su questo non ci piove! E mi ci metto dentro anche io. Più il valore è alto più i risultati sono i più utili e significativi – so che qui stai pensando “non abbiamo fondi”, ma prova invece a pensare che i fondi ci sono, ma vengono usati per altre cose, a volte inutili. Non parlo a caso, ma da persona che ha lavorato sia nel pubblico sia nel privato prima di scegliere la libera professione! E se tu e i tuoi colleghi la pensate già così, date voce ai vostri pensieri perchè si cambia solo cambiando 🙂

Sto per farti un regalo: una lezione completa, pratica e GRATUITA sull'educazione ambientale efficace. Scrivimi nei commenti cosa ti sarebbe utile sapere a riguardo, se non lo hai già fatto su Instagram, così risponderò anche alla tua domanda.

Benedetta Sala, @duepassiinnatura

Non è facile, ma è necessario

Sono estremamente sincera, portare l’educazione ambientale nelle scuole non è semplice, richiede molta fatica, tempo e impegno.

Sia che tu voglia farlo di tua spontanea come insegnante,

sia che tu voglia proporti come esperto.

Non è per niente semplice, cavolo.

Però, ti confido, se riesci a farlo è la cosa più utile che puoi fare oggi per i tuoi bambini.

Stiamo perdendo la connessione con ciò che siamo, con ciò che c’è intorno, ci stiamo scollegando dalla realtà. Il mondo sta andando letteralmente a rotoli e la colpa è nostra – di noi adulti – che glielo lasciamo così. Hanno e avranno un fardello enorme sulle spalle, un macigno da portarsi dietro non so ancora per quanto.

Scegliere di fare educazione ambientale a scuola non è semplice, ma quello che hai appena letto è il motivo profondo che mi spinge a continuare a insistere su questo e a continuare a farlo. È il motivo che mi ha fatto scegliere la libera professione come educatrice ambientale, un lavoro non riconosciuto ufficialmente, che tanti non considerano, un lavoro difficile in tutti i sensi.

È il motivo che mi fa ancora sorridere ogni volta che finisco un laboratorio e so di aver portato un grande messaggio e anche qualche cambiamento. È il coraggio di mettersi in gioco, di esporsi, di scrivere un articolo del genere con la consapevolezza che chi non ne vuol sentire, avrà da criticare.

E va bene così.

Per tutti gli altri che invece vogliono fare la differenza e finalmente portare un cambiamento:

  • se siete insegnanti e volete portare l’educazione ambientale nella vostra realtà posso aiutarvi così
  • se invece sei un professionista del settore, ma non sai bene come mettere in pratica l’educazione ambientale e proporti nelle scuole, scegli uno dei miei servizi creati apposta per te. 

Come sempre, voglio ascoltare la tua opinione gentile a riguardo nei commenti ♥

Un abbraccio,

Benedetta

 

P.S. se sei in dubbio su cosa sia davvero l’educazione ambientale ne ho parlato qui 

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