Educazione ambientale, outdoor education, educazione e natura, laboratori esperienziali. Lasciamelo dire: tante parole e… spesso tanta confusione. Questo è il primo di una serie di articoli che ha proprio l’obiettivo di fare chiarezza. Andiamo con ordine!

L’educazione ambientale è un concetto sempre più presente nei contesti scolastici, educativi e professionali. Spesso, però, viene confusa con gite all’aperto o iniziative sporadiche che, pur avendo un valore ricreativo, non creano un vero impatto sulla consapevolezza ambientale.

Voglio quindi rispondere alla domanda:

cos’è davvero l’educazione ambientale?

In questo articolo esploreremo il suo significato, le sue caratteristiche fondamentali e le differenze con l’Outdoor Education, per capire come applicarla in modo efficace nella tua realtà.

N.B: sarò sincera. Qui non troverai grandi giri di parole che non portano a nulla; sarò onesta su tutto, per questo continuo a dirti che non sono un’educatrice ambientale standard: non ti voglio intortare dicendoti quanto il mio approccio sia unico e migliore e bla bla bla, però ti dico che sicuramente è diverso.

Sta a te dirmi se e come lo senti risuonare in te.

Quindi, cos’è questa educazione ambientale?

L’educazione ambientale è un approccio educativo finalizzato a sensibilizzare e
promuovere la consapevolezza rispetto alle tematiche ambientali.

Ha radici nella necessità di comprendere l’interdipendenza tra l’uomo e l’ambiente, per
incoraggiare comportamenti sostenibili e responsabili.

È un concetto molto recente nato dalla presa di consapevolezza da parte dell’uomo dell’impatto della
specie umana sugli ecosistemi, infatti nella Conferenza Delle Nazioni Unite sull’ambiente umano, a Stoccolma nel 1972, viene pubblicata la Dichiarazione di Stoccolma contenente 26 principi.

Viene introdotto il concetto di eco sviluppo e si inizia a parlare di “educazione alle problematiche ambientali” per la prima volta.

Ora andiamo al sodo!

Come si deduce, l’educazione ambientale è un processo educativo continuo e interdisciplinare che mira a sviluppare la consapevolezza, la conoscenza e il senso di responsabilità verso l’ambiente.

Non si tratta solo di fornire informazioni sulla natura, ma di cambiare il modo in cui interagiamo con essa.

Gli obiettivi principali dell’educazione ambientale:

✅ Comprendere il funzionamento degli ecosistemi.

✅ Sviluppare un senso di connessione e rispetto per l’ambiente.

✅ Promuovere comportamenti sostenibili e responsabili.

✅ Incoraggiare la cittadinanza attiva e la conservazione del territorio.

Il problema è che questo nella pratica spesso viene tradotto solo in attività di ripristino dell’ambiente in cui vengono convolti i cittadini. 

A parer mio, lo scopo è correttissimo, il problema è il tipo di attività che viene proposta per raggiungerlo.

 

Per proteggere qualcosa ci vuole amore. Per amare occorre essere interessati a tal punto dal provare empatia. Per provare empatia occorre… conoscere, sentire vicino, toccare con mano.

Benedetta Sala, @duepassiinnatura Tweet

Cosa NON è educazione ambientale?

Capita che alcune attività vengano erroneamente etichettate con il nome di “educazione ambientale” quando, in realtà, non ne rispettano i principi fondamentali.

Fare una passeggiata nel bosco senza una guida naturalistica.

Raccogliere foglie e pietre senza collegarle a un percorso di apprendimento.

Creare lavoretti con materiali naturali fini a sé stessi

Parlare di sostenibilità senza coinvolgere i partecipanti in azioni concrete.

Attenzione, queste attività vanno bene, non sono sbagliate di per sé.

È scorretto associarle all’educazione ambientale!

Proprio perché l’educazione ambientale non è solo stare nella natura, ma comprenderla e costruire una relazione attiva con essa: da questo pensiero possiamo iniziare a capire quanto siano fondamentali i naturalisti che si occupano di questo ambito e avere il loro supporto e la loro guida nelle attività del territorio – E quanto sia assurda la mancanza di riconoscimento dell’educazione ambientale come professione, ma questa è un’altra (triste) storia.

Educazione Ambientale vs Outdoor Education: le differenze

L’Outdoor Education è un metodo pedagogico basato sull’apprendimento esperienziale all’aperto. Si concentra su attività di movimento, creatività e sviluppo delle competenze trasversali, ma non sempre ha una finalità legata alla consapevolezza ambientale.

Poniamo anche l’attenzione sul concetto di Outdoor: all’aperto può significare tante cose. Il contesto può essere un bosco, la campagna, un prato, ma può anche essere una città, un paese, un centro urbano. Outdoor Education non implica necessariamente la natura come contesto!

 

Educazione AmbientaleOutdoor Education
Approccio scientifico ed ecologicoApproccio esperienziale
Focus sulla consapevolezza ambientaleFocus sullo sviluppo personale
Basata su conoscenze di scienze naturaliBasata su attività pratiche e di esplorazione

*la tabella è moooooolto semplificata

Educazione ambientale e outdoor education: un’alleanza necessaria

Il motivo per cui mi sono formata in entrambi i campi richiama il titolo di questo paragrafo È assolutamente necessaria un’alleanza per rendere più completi i due approcci. Se non mi conosci sono Benedetta, naturalista, in arte Due Passi In Natura. Da qui nasce il mio metodo, conoscere per proteggere, che mi permette di realizzare laboratori di educazione ambientale sul territorio della Valtellina, ma anche formazioni, consulenze e percorsi realizzati per i miei clienti online di Achillea. Sì, è un metodo, perché l’educazione ambientale non si fa a caso: ci vogliono obiettivi chiari, una programmazione precisa ma flessibile e una conoscenza scientifica di base molto solida. Ed è il modo che ho trovato per combinare l’educazione ambientale e l’Outdoor Education e riuscire a rendere le attività veramente significative, utili, di insegnamento e di lunga durata. Con lo scopo finale, sempre presente e mai in secondo piano – altrimenti è greenwashing a tutti gli effetti – di fare qualcosa di utile e positivo per questo pianeta.

Qual è il tuo prossimo passo ora?

Come promesso, tanta sostanza e pochi giri di parole. 

Ho usato anche poche teorie e tecnicismi, ho cercato di spiegarti la mia visione nel modo più semplice e diretto possibile.

Se vuoi dirmi la tua, sotto trovi una sezione per i commenti, sempre con educazione mi raccomando 🙂

Da questo articolo puoi capire come l’educazione ambientale sia davvero un potente strumento (molto sottovalutato purtroppo) per creare un cambiamento culturale e comportamentale nei bambini, negli adulti e nelle comunità in generale.

Nel prossimo, ti racconterò come proporre in modo efficace l’educazione ambientale nelle scuole!

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